Un estate calda con zia Mara

Un estate calda con zia Mara

Un estate calda con zia Mara

Dalla prima volta con zia Mara erano passati 6 mesi, tempo in cui quando non c’ era mio zio che si assentava per lavoro io soddisfavo la sua figa sempre vogliosa, del resto era stata la mia zietta a sverginarmi e da me si era fatta fare il buchetto dietro che non aveva dato nemmeno a zio.

Ultimamente le piaceva fare un gioco, si sdraiava sul letto in mutandine e reggiseno facendo finta di dormire, io mi sdraiavo vicino a lei tiravo fuori il cazzo e glielo mettevo in bocca, lo sfregavo sui capezzoli, sui seni, ma la cosa tassativa era che lei si metteva a pancia in giù io quando stavo per sborrare le mettevo un dito nel culo e alla fine le sborravo sul buchetto mentre le ultime gocce le depositavo sul solco del culo.
Quindi mia zia si svegliava mi prendeva in bocca il cazzo e me lo succhiava e lo ripuliva tutto per poi baciarmi con la bocca sporca di sborra calda, zia oltre che essere molto bella era anche molto troia.
Quell’estate sarei andato al mare con i miei zii, mio zio ci avrebbe lasciati la e sarebbe venuto i fine settimana quando staccava dal lavoro, non immaginava che zia intanto si sarebbe sodddisfatta con il mio cazzo tanto prendeva la pillola e potevo sborrarle dentro quanto volevo senza rischi.

Arrivammo alla casa e dopo aver scaricato le valigie andammo in un ristorantino, zia aveva un vestitino bianco e dei sandali con il tacco alto che mettevano in mostra i suoi piedini bellissimi con le unghie smaltate di rosso e una cavigliera fine, non riuscivo ad alzarmi dal tavolo la vista di zia Mara mi aveva fatto eccitare tantissimo, avevo il cazzo gonfio nei pantaloni, mi dava fastidio tanto era duro.
Corsi in bagno e mi feci una sega velocissima immaginando di baciare le gambe e i piedini di zia per poi lasciar partire gli schizzi di sborra sui suoi piedini, quindi tornai al tavolo e zio mi disse:- Non ti senti bene? Hai una faccia sconvolta – !
– No sto bene zio è il caldo insopportabile – !
Il caldo. . . .si ma il caldo che mi aveva fatto venire zia, non vedevo l’ora che zio ripartisse per godermi il corpo bellissimo di mia zia, momento che finalmente arrivò.
Andammo in casa e le mie cugine stanche si misero a dormire, zia mi prese per mano e mi disse:- Andiamo a fare la doccia, ho una certa voglia- !
Finimmo sotto la doccia, forse per la situazione abbastanza pericolosa, se le mie cugine si fossero svegliate sarebbero stati guai, fatto sta che mia zia si tolse le mutandine e mi disse:- Senti che buon sapore hanno la fica e il culetto della zia- !
Ero ipnotizzato, cominciai a leccare la fica di zia che aveva un sapore di umori misto a pipì che mi faceva impazzire, gliela leccavo infilando la lingua dappertutto scendendo anche a solleticarle il solco che porta al buchetto dietro, sentire quei sapori mi aveva fatto morire, io in ginocchio mi stavo facendo una sega e da li a poco sborrai sul pavimento.
– Zia è arrabbiata con te, non si può buttare tutto quel ben di dio- !
– Ma zia c’e n’è ancora tanta tutta per te- !
– Adesso ti devo castigare però sei stato troppo cattivo- !
Mi fece inginocchiare alla pecorina prese le palle con una mano e tirandole mi leccò un pò il culo, senza dire niente mi mise un dito dentro e comincò a muoverlo, io non dicevo niente mi gustavo tutto ma a un certo punto la fermai se no avrei sborrato un altra volta sul pavimento.
Dopo la doccia andammo in camera abbracciati mentre le lingue si fondevano in un bacio degno di un film hard tenevo gli occhi aperti per vedere il suo viso mentre ci baciavamo e io le toccavo la figa già fradicia, si sdraiò sul letto a gambe larghe, vedevo le labbra della figa spalancate, vedere il nero del pelo bagnato dagli umori bianchi che colavano mi fece morire cosi comiciai a farmi una sega. – Ma sei proprio cattivo oggi, devo punirti allora- !
– Bacia i piedi alla tua padrona schiavo- !
Le sollevai le gambe e cominciai a baciarle la pianta dei piedini faccendo scivolare la lingua leggera per poi arrivare alle dita, le baciavo, passavo la lingua tra un dito e l’altro le succhiavo per poi tornare a baciarle le caviglie cosa che faceva impazzire zia che nel frattempo si strizzava le tette fino a farsi male. :- Oh, sto per venire amore della zia- !
Nemmeno il tempo di dirlo e zia ebbe un’orgasmo sconvolgente ma io non riuscivo a staccarmi da quei bellissimi piedini cosi misi il cazzo in mezzo e mi feci fare una sega con i piedi, zia mi segava con un espressione da vogliosa negli occhi, massaggiava la cappella con la pianta del piede, la carezzava con le dita che si riempirono di liquido pre sborra:- Zia- !
Non riuscii a finire a frase le sborrai sulle dita dei piedi mentre mi stava segando:- Cosi va meglio ma il prossimo schizzo lo voglio nella figa- !
Misi la testa tra le sue gambe e cominciai a leccare prima il pelo nero poi la sua fessura bagnatissima infilando la lingua e leccando tutti gli umori che le colavano, sentivo zia gemere mentre le tittillavo i capezzoli durissimi, quando la guardai per vedere la sua espressione in preda al piacere vidi che zia stava succhiando un vibratore XXL:- Ma allora sei proprio una puttana arrapata- !
Quelle parole sconvolsero zia che mi spinse la testa sulla figa e mentre la leccavo strinse le gambe e venne di nuovo:- Si si sbrodo, sono la tua puttana, sbattimi sbattimi in culo e in figa- !
Adesso toccava a me comandare il gioco e ne approfittai subito, strizzai una tetta a zia e le dissi:- succhiami il cazzo e fallo sborrare– !
Prese la cappella in boccae e cominciò a succhiarlo, io continuavo a strizzarle un capezzolo:- Ahia, mi fai male- !
– Zitta e succhia troia- !
Strizzai ancora forte il capezzolo, era rosso tanto lo strizzavo, la sentivo gemere di dolore e piacere mentre succhiava tutto il cazzo:- Se fai la brava ti sborro in bocca e ti faccio passare la sete di sborra- !
Mentre succhiava cominciai a metterle le dita nella fica e dito dopo dito un pò a fatica riuscii a infilarle la mano, la muovevo e le toccavo le pareti della fica ogni tanto quando muovevo la mano dentro e fuori usciva qualche spruzzetto di umori:- Mi sfondi la fica cosi- !
– Non parlare troia succhia il cazzo- !
Zia si eccitava tansissimo ad essere trattata come la peggiore delle troie da sbattere:- Succhia puttana succhia- !
Volevo sborrarle nella figa quindi la feci mettere alla pecorina e le infilai il cazzo dentro non faceva fatica ad entrare tanto era bagnata, avevo solo appoggiato la cappella che era sparita nel suo bucho caldissimo, mi muovevo dentro di lei mentre la tiravo per le tette , le davo dei colpi di reni che sembravano squassarla, ormai non pensavamo più neanche a cosa sarebbe successo se le mie cugine si fossere svegliate, si sentiva solo il rumore del mio bacino che sbatteva contro le sue natiche mentre guardavo il cazzo entrare ed uscire tutto bianco di umori ma nonostante fosse bellissimo scoparla cosi volevo farle il culo, quel buchino che si allargava e si stringeva mentre il mio cazzo andava avanti e indietro.
Poggiai la cappella al suo buchino grinzosoe la spinsi con forza:- Ahia, no no mi fai male- !
– Zitta ormai è tutto dentro, il culo è rotto- !
Cominciai a muovermi in quel culo stretto e caldissimo ogni tanto toglievo il cazzo e vedevo il buco aperto, era molto largo era una voragine, del resto il cazzo stava cominciando ad ingrossarsi ogni giorno di più e zia non era abituata a queste misure nel suo culetto, non mi trattenni più e cominciai a sborrarle dentro il culo:- Ah che bello, sborro sborro- !
Le riempii il culo di sborra lei si alzò e si sedette sulla mia faccia facendosi pulire il buco del culo dopo che la sborra era uscita quasi tutta, strizzandosi ancora le tette.
– Vieni in bagno- !
Zia si mise a fare pipì e dopo averla fatta si fece ripulire ancora dalla mia lingua calda.
– E’ stato bellissimo solo tu mi fai godere cosi, ormai sei il mio ometto dal cazzo sempre duro- !
Dicendo cosi mi prese per mano e andammo in camera ci sdraiammo e ci addormentammo con la testa di zia sul mio petto e io che le carezzavo i capelli.
Non dimenticherò mai quell’estate fatta di sborrate goduriose tutte nella fica calda di mia zia e nel suo culetto stretto.


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