Troia sottomessa

Troia sottomessa

Troia sottomessa

Vacanza. Mare. Sole. Caldo. Noia.

Cammino lungo la spiaggia, arrivo agli scogli in fondo, salendo per un sentierino esco dalla zona più turistica. Avanzando, vedo una bella caletta, seminascosta, non frequentata, salvo una donna che intravedo stesa su un asciugamano. Mi guardo in giro, non c’è nessun altro direi. Scendo, tra le rocce, attento a non scivolare e a non tagliarmi un piede.

La sabbia giù è calda, ma non tanto, il Sole deve ancora fare pieno effetto. Mi rilassa e m’impolvera i piedi nudi mentre m’avvicino a lei.

Lei mi vede: è stesa a pancia in su, i capelli biondi e mossi le arrivano giusto alle spalle, il viso asciutto, il corpo ben proporzionato, due belle gambe, a occhio circa una terza di seno; addosso un bikini bianco. Mi guarda e mi sorride, da terra, giusto voltando il viso verso di me. Le sorrido di rimando.

– Ciao.
– Ciao…

Mi siedo sui talloni, al suo fianco, la squadro dall’alto. Avrà la mia età, penso.

– Bel posto qui per prendere il Sole…
– Sì è molto tranquillo…
– Già…ma come mai una bella ragazza sta qui tutta sola?
– Mio marito è sempre via per lavoro…
– Ah…sposata? Ti avrei fatta più giovane!
– Sì mi sono sposata presto…forse troppo…
– Capisco…comunque piacere, Filippo.
Le porgo la mano.
– Piacere Chiara.
La prende, gliela stringo forte, non da farle male, ma da farle sentire la presa solida.
– Starai scomodo così…perché non ti siedi?
– Grazie…

Accolgo al volo l’invito, l’asciugamano è grande e lei si sposta di lato, ma sempre tenendole saldamente la mano. Mano che inizio a carezzare appena seduto. Ci fissiamo negli occhi, castani i suoi ed azzurri i miei. Lei sembra timida, forse remissiva, non regge lo sguardo e lo abbassa.

– Certo che un posto così…strano non lo frequentino nudisti o coppiette…
– Dici? Davvero?
– Certo…tipico posto per imboscarsi, non passa nessuno…ma tu non hai mai provato?
– Cosa, il nudismo?
– Sì, o almeno il topless…
– Ma sono sposata…
– Non hai detto che non ti piacerebbe…e poi, qui, chi ti vedrebbe?
– Tu…
– E sarebbe un problema?
La fisso forte negli occhi, lei abbassa di nuovo lo sguardo.
– In fondo, non credo…
Le carezzo una gamba nuda, sulla coscia, verso l’interno.
– Dai non ti vergognare…se vuoi anch’io mi spoglio…
– Ok…

Ci sorridiamo. Ci alziamo, lei si toglie reggiseno e slip, io il costume a pantaloncino.
Lei è completamente depilata, anche sulla figa, alta quasi come me, i capezzoli di media grandezza già dritti. La squadro dalla testa ai piedi. Invece, lei blocca subito lo sguardo sul mio cazzo, già ingrossato ma non ancora eretto.

Mi avvicino e le riprendo la mano, portandogliela sul mio pene.

– Ti piace?
– Oh sì…

Lo carezza e lo stringe in mano, facendolo indurire.

– E’ bello grosso…
– Se ti piace tanto…perché non lo usi?
– Io…

Le prendo un capezzolo fra indice e medio, lo tiro e lo strizzo, lo torturo con le dita.

– Tu…?
– …

Inginocchiati.
– Sì…

Ha il cazzo rigido davanti al viso.

– Succhia.
– Sì…

Lo prende in bocca, anzi lo afferra con le labbra e lo ingoia a fondo. Lo assapora gustosamente, leccando e succhiando. Le prendo la testa per i capelli, glielo spingo dentro a fondo, la cappella le arriva in gola ma ancora non tutti i 20cm sono dentro la sua bocca. Spingo dentro e la soffoco di cazzo.

– Ohhh…mmmmmm…mmmffff…
– Da adesso…tu sei la mia troia ed io il tuo padrone…capito?
– Mmmmmffffff…
– Non capisco…più forte…
– Ffìì pafrone…mmmmffffff…
– Insalivalo per bene, puttana…che so io poi come trattarti…
– Mmmmmfffffff…

La scopo in bocca, muovendo il bacino, come se la sua bocca fosse la sua figa che sicuramente è già fradicia e bollente. Infatti vedo che si tocca mentre glielo faccio succhiare e la maltratto un po’ riempiendole la gola di cazzo e tirandole i capelli.

– Troia…

Mi stacco, lei rimane a bocca aperta a riprendere fiato, non gliene lascio il tempo e la soffoco di nuovo coll’uccello, quindi ancora mi stacco ma sempre tenendole salda la testa per i capelli.

– Ora ti metterai a pecorina, ok?
– Sì…
– Come si dice? Chi sono io?
– Sì padrone…
– Brava. Ma ora pregami di scoparti, di’ quanto ne hai bisogno e che sei solo una cagnetta in calore bisognosa di cazzo.
– Ti prego, padrone, scopami…ho bisogno del tuo cazzo…sono una cagnetta in calore…

Le lascio i capelli.

– Mettiti in posizione, dandomi il culo.

Si gira e si mette a pecorina, il culo e la figa sono oscenamente esposti alla mia visione e tremendamente indifesi di fronte al mio cazzo eretto e duro come l’acciaio.

Pianto le gambe ai suoi fianchi, e abbasso il bacino.

La cappella le preme sull’ano, spinge ed apre, viola il suo buchetto roseo e stretto, si fa strada a forza, non ho ritegno nell’incularla.

– Aaaaaahhhhhhhhhhhhh!!!!!!
– Troia…ora lo senti il cazzo del tuo padrone!
– Aaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhh…sssìììììììììììì…!!!!!!!!!!!

Spingo lentamente ma con forza, la cappella è entrata ed ora tocca all’asta del mio cazzo, che faccio scivolare giù dentro, spingo, sento il culo aprirsi e rompersi…e lo sente anche lei.

– Aaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!! Aaaaaaaaaaaahhhhhhh!!!!!!!!!!

Le affondo il cazzo tutto dentro, con un ultimo vigoroso e doloroso colpo. Lo sente arrivare diretto dal culo al cervello, rimane senza fiato e devi aggrapparsi all’asciugamano per non crollare. Il suo culo è rotto e sfondato, ancora stringe il mio cazzo ma si sente che è meno teso, forse esce anche un poco di sangue dal buchetto violato.

– Senti che culo sfondo che hai troia…te l’ho aperto per bene…il tuo padrone ti ha proprio sfondata, sei una troia rotta in culo adesso!
– S-s-s-sì-ì pad-padrone…
– E ora…vediamo come godi ad essere cavalcata…puttana che non sei altro…

Comincio ad andarle su e giù nel culo, forte e affondandole gran colpi nelle budella, le mie palle le sbattono sulla figa al ritmo della mia selvaggia scopata. Il mio cazzo scorre durissimo e gonfio nel suo culo sfondato, su e giù, con colpi ritmati e potenti. Me la inculo violentemente e con molto gusto…mio e suo.

-Aaaaaaahhhhhh…aaaaaaaaahhhhhhhhh…ssssìììììììììì…godoooooooooo…aaaahhhhhhhhhhhhhhhhh

La troia gode di già, la sento scuotersi sotto di me, un po’ per i miei colpi che la stanno trapanando un po’ per il violento orgasmo che le ha dato l’essere violata nel culo. Dolore e piacere le scorrono dal buco rotto fino a cervello, che provvede a trasformare anche il dolore in piacere per lei. E’ proprio una gran bella troia questa Chiara.

Le do ancora qualche colpo, più forte e veloce, voglio godere anch’io, e in un modo ancora più porco. Le trapano brutalmente il culo, su e giù come il pistone d’una macchina, a fondo tutti i miei 20cm grossi e rigidi dentro il suo ano sfondato e in fiamme.

Poi mi stacco. Velocemente, le vado davanti. Lei sta già crollando, per il piacere ed il dolore. Con un piede, le sposto una spalla in modo da farla girare sulla schiena. Lei si accascia sull’asciugamano, guardandomi con occhi stanchi ma pieni di goduria.

– Sì padrone…ho il culo rotto…sono la tua troia e mi hai sfondata…

Mi siedo sul suo viso, e le infilo l’uccello duro in bocca. Sa di cazzo e di culo insieme. Glielo faccio gustare e assaporare a fondo.

– Zitta puttana…sei una gran bella puttana sai? E hai un gran bel culo sfondo…ma ora zitta e beviiii…!!!!!
– Mmmmmmfffffffffffffff…

Le vengo con gran fiotti di sborra, seduto sul suo viso il mio culo sulla sua fronte, le palle sul naso, ed il cazzo infilato fino in gola. Godendo mi lascio andare giù, spingendole ancora di più il cazzo dentro, e costringendola ad ingoiare tutta la mia calda e copiosa sborra per non soffocare. Dopo gli ultimi schizzi nel suo cavo orale, le rimango in bocca col cazzo ancora duro.

– Pulisci bene troia…assaporati bene il mio cazzo, il tuo culo e la mia sborra, tutti insieme nella tua bocca…
– Ffffìììì pafroneeee…mmmmmfffffffffffff…

Fa un lavoretto ottimo, pulisce ogni centimetro di pelle del mio cazzo, lo tira a lucido finché non si ammoscia.

Mi tolgo da lei. E’ ora di andare.

Lei è spossata, ma ora è la mia troia. Mi faccio dare telefono e indirizzo: purtroppo il mattino dopo torna a casa, ma scopriamo di abitare nella stessa città.

La faccio rivestire con il solo camicione che aveva usato per venire in spiaggia, un vestito leggero e quasi trasparente, molto corto sulle gambe, la lascio nuda sotto tenendomi il suo costume come ricordo. La obbligo a tornare in albergo così, meglio se mostrerà le sue oscene grazie per strada o agli altri clienti o agli inservienti, è solo la mia troia. Ci baciamo prima di lasciarci, a fondo, di lingua, ma brevemente, non ho tempo di rimanere lì e lei ho visto si eccita molto facilmente.

Ci salutiamo, sapendo che ci saremo rivisti presto.

Arrivo sotto casa sua con l’auto, è sera. Le squillo al cellulare, il marito non sa ovviamente nulla. Sento un cancello aprirsi, è lei che esce.

Esco dall’auto, lei viene avanti. Indossa una minigonna molto corta, un top che le lascia scoperte spalle e pancia, gambe nude e decolté con un tacco a spillo piuttosto alto.

– Ciao…
– Ciao bella…come va?
– Bene grazie…e tu?
– Sto sempre bene a vedere una ragazza così bella e così ben vestita…
– Andiamo?
– Calma…prima devo controllare…che tu sia venuta vestita come ti ho ordinato…
– Ma mio marito potrebbe vederci…
– E lascia che quel cornuto veda se vuole…

La stringo a me, le tiro su la gonna sul culo, denudandoglielo oscenamente mentre la abbraccio, glielo palpo bello nudo e sodo, poi passo tra le natiche con le dita senza sentire alcun filo, e quindi arrivo alla figa carnosa calda e umida, che palpo con molto piacere reciproco.

– Molto bene qui sotto…sei una brava cagnetta…e ora vediamo sopra…

La lascio andare, e staccandomi di qualche centimetro le prendo il top e glielo alzo sui seni, la sua terza piena emerge splendidamente, prendo una tetta per mano e le palpo e li stringo, tra le dita sento i capezzoli già ritti e turgidi.

– Mmmmmmmmmm…
– Zitta troia…vuoi che ci sentano? Sei stata brava comunque, hai obbedito, vedremo di farti un regalo…
– Sì padrone…grazie padrone…
– Vedo che hai imparato in fretta come comportarti, molto bene. Andiamo.

Le apro la portiera e la faccio accomodare, ha ancora il top arrotolato su e la mini che lascia intravere le natiche ed il pube. Salgo al posto di guida. Vedo che si sta rimettendo a posto i vestiti.

– Chiara, guardami…

Mi guarda sorridente e piena di voglia. Le do uno schiaffo, non troppo forte ma comunque deciso.

– Ahi!

Si porta una mano alla guancia e mi guarda sorpresa.

– Puttanella, chi ti ha detto di rimetterti a posto?
– Io…nessuno…

Un altro schiaffo. Silenzio, lei china la testa.

– E tu chi sei?
– Io…la tua schiava, padrone…
– E perché allora disfi quello che faccio senza un mio ordine? Non farlo mai più, capito?

Le prendo la testa fra le mani dolcemente, lei mi guarda con occhi spaventati e supplichevoli, come un cane che non riesce a capire il motivo della punizione.

– Non mi piace farti del male…non per così poco almeno…ma devi imparare ad obbedire come si deve. Hai capito?
– Sì mio padrone…
– Molto bene…ora, per punizione, denudati del tutto, tranne le scarpe, mentre guido, e tenendo il seno ben scoperto e le gambe ben allargate.
– Ma mi vedranno…gli altri…
– Non credo di aver sentito bene…
– Sì padrone…

Inizia a spogliarsi, mentre io metto in moto e parto.

Viaggiamo su un viale largo e illuminato in quella tiepida sera, c’è un po’ di traffico, qualcuno si accorge di lei e guarda incuriosito, ammirandola, ma cerco che nessuno possa godersi tale vista per più di qualche secondo.

– Ora toccati…masturbati…senza vergogna, ricordati che sei solo la mia puttana…tanto lo so che ne hai voglia…e metti un piede sul cruscotto facendolo.
– Sì padrone.

Appoggia un piede sul cruscotto, allarga ancora un po’ le cosce, e prende a stuzzicarsi il clitoride, leccandosi le labbra mentre si scalda.

Le metto due dita in figa, le affondo, morbida e carnosa, calda e bagnata, la esploro bene al suo interno, inumidendo bene il medio e l’indice nella sua passera vogliosa. Poi le tolgo, gliele porto alla bocca, le spingo fra quelle altre labbra, e lei le accoglie succhiandole, ed assaporandole con molto gusto.

– Ti piace eh il tuo sapore…i tuoi succhi…
– Mmmmmm sììììì buonissimi…
– Che troia…

Tolgo le dita e riprendo a guidare più concentrato, mentre lei si infila tre dita in figa e prende a sditalinarsi più forte.

– Ci stai prendendo gusto troietta…vacci piano…anzi, smettila, sei già abbastanza calda, meglio lasciarti un po’ di voglia.
– Sì padrone…ma dove stiamo andando?
– Oh in un parcheggio…dovrebbero esserci un paio di miei amici…
– Sembra bello…padrone.

Le poggio la mano aperta sulla fica oscenamente in vista, me la inumidisce e me la scalda stringendomi attorno le cosce.

– Si sente che ne hai voglia…cagnetta.

Ritraggo la mano, ormai siamo arrivati. Entro in una strada laterale, meno illuminata, e infine in un parcheggio debolmente illuminato, e deserto. Fermo l’auto verso un angolo dello stesso.

– Mentre aspettiamo…possiamo fare qualcosa…
– Sì padrone…
– Dai esci.

Apro la portiera ed esco contemporaneamente a lei.

– Vieni qui.
– Sì…
– Inginocchiati e toglimi scarpe, pantaloni e slip.
– Sì mio padrone…

Mi siedo sul cofano mentre lei provvede, nuda se non fosse per le scarpe e inginocchiata, umile e diligente, a spogliarmi delicatamente. Mi lascia completamente nudo dalla vita in giù, col cazzo grosso e rigido in faccia a lei.

– Bacialo e poi usalo come sai, troia.
– Sì padrone…

Lo prende delicatamente tra le dita, lo bacia e lo lecca sulla cappella ed il filetto, quindi scende baciando e leccando fino alle palle gonfie e pelose, che poi imbocca una ad una succhiandole. Poi risale, sempre baciando e leccando, fino alla punta della cappella: prende il cazzo, gonfio e quasi violaceo, in mano, stringendolo, mentre ne imbocca la punta, e poi se lo fa scorrere tra le labbra e sulla lingua fino a metà dell’asta. Succhia e lecca con un lento su e giù il mio uccello eretto. Le carezzo i capelli, e poi le tiro la testa sul mio bacino, infilandole la cappella in gola.

– Mmmmmmmfffffffff…
– Sei una brava cagnetta…ma ora sono arrivati i miei amici…e ci divertiremo molto…

Tendendosi il cazzo in bocca, mi guarda con occhi pieni di voglia e gratitudine, e noto che si stava toccando mentre succhiava…la troia.

I miei amici, vedendo la scena, si spogliano, e si avvicinano tenendo i loro arnesi duri in mano. Non servono saluti o parole.

Prendo Chiara per i capelli, brutalmente la levo dal mio cazzo e le faccio girare la testa, costringendola a imboccare gli uccelli dei miei compari.

– Succhia troia…dai puttana…dai che sai solo ciucciare cazzi…guarda che bella battona, e sempre nuda…

A turno i due la imboccano e la soffocano coi loro cazzi, che lei d’istinto, l’istinto della troia evidentemente tiene uno per mano, mentre io le manovro la testa tirandole i capelli come i fili d’un burattino.

– E’ ora di sfondarle il culo, alla troia…alzati…

La tiro su per i capelli, strapazzandola un po’, e poi la sbatto col viso sul cofano, costringendola a mettersi a novanta.

– Aaaahhhhhhhhh…
– Tieni troia…prendilo tutto…
– Aaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!

Infilo a forza i miei 20cm nel suo culo, li spingo ben dentro, forzandolo ed aprendolo, senza alcuna delicatezza. Entro e continuo a spingere, facendo sparire pian piano tutta l’asta dentro il suo ano sventrato, ed arrivando con le palle a contatto della sua figa fradicia. Le prendo una tetta con una mano, strizzandola forte; e con l’altra mano le tiro i capelli. me la sbatto così in culo, forte e violento.

– Puttana…senti come ti rompo il culo…
– Aaaaaaaahhhhhhh!!! Sììììì me lo sfondiiiii!!!

Le do qualche colpo forte e profondo nel culo, che le toglie il fiato e la riempie di tanto piacere quanto dolore, poi esco dal suo culo, e lascio il posto agli altri due, che le riservano lo stesso breve ma severo trattamento mentre io passo a farmi ciucciare l’uccello dalla sua bocca.

– Tieni troia…assaporati il tuo culo sfondo ed il mio cazzone…
– Sììììììììì sono una troiaaaaaa…ho il culo sfondoooooo…mmmmmmmmmmmmmmmmmm

La prendo per i capelli ficcandole il cazzo a fondo in gola, mentre gli altri due si alternano nel suo culo sfondato. La prendo a schiaffi e la insulto mentre la brutalizziamo, anche gli altri due la insultano e la sculacciano.

– Sei solo una troia…goditi i tuoi cazzi puttana…dai cagna piglialo tutto…dai che hai più voglia di noi…servetta pompinara…culo sfondato…

– Mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm
– Ora troia vai giù.

La prendo per i capelli e rudemente la costringo a sedersi sopra uno dei miei amici, che si è steso su un telo a terra. Lui le prende i fianchi, e con un colpo forte e ruvido la impala in figa.

– Aaaaaaaahhhhhhhhhhhh sììììììììììììììì…
– Troia!

La schiaffeggio, poi lascio il mio posto davanti al suo viso all’altro mio amico, che prende a scoparle la bocca e la gola.

Io invece passo dietro, m’inginocchio, vedo il suo ano oscenamente in mostra e ancora aperto, cosa che mi arrapa terribilmente, e la inculo così.

Doppia penetrazione più un cazzo in bocca: lei gode e mugola mentre in tre la sbattiamo selvaggiamente in ogni buco.

– Troia…senti come ti sbattiamo…Chiara puttana…cagna…vogliosa…senti come ti bagni la figa…senti il mio cazzo…prendi e gusta…senti come ti apro…dai che ti rompo…

Dopo un po’ di questo rude ed eccitante trattamento, per noi ma ancora più per lei in entrambi i sensi, le veniamo tutt’e tre copiosamente, in ogni buco, riempiendola di sborra calda ed abbondante.

Ci sfiliamo da lei, esausta e colante sborra dalla bocca e tra le cosce.

– Ripulisciti, cagna…veloce, finché abbiamo gli uccelli ancora duri…prendila con le mani, dal mento, dalla figa e dal culo, e bevitela tutta…

– Sì padrone…

Ansima mentre obbedisce, cerca di essere veloce; le do due schiaffi perché si sbrighi; più rapidamente, raccoglie sborra dalla sua figa fradicia e dal suo buco del culo, e se la gusta in bocca.

– Ora ripuliscici…e bene…

Lecca con gusto e diligentemente anche i nostri cazzi sporchi di sborra, dei suoi umori vaginali e del suo culo, li pulisce fin quasi a lucidarli, uno per uno.

Da dietro di lei, le do un calcio in culo, facendola stendere per terra con un mugolo. Poi, sempre col piede, la giro sulla schiena, a faccia in su.

Tre getti di caldo piscio la ricoprono, il corpo le si bagna tutto d’orina, la pioggia dorata le brucia gli occhi e la costringe a bere il giallo liquido che sgorga dai nostri piselli.

E così termina il nostro primo appuntamento…o meglio, termina mentre la riaccompagno a casa, sodomizzandola con una mano e poi facendole mettere a lei la sua stessa mano in culo, mentre guido, e facendogliela leccare e ripulire e gustare bene sotto casa, prima di lasciarla rivestire, e salire veloce correndo in doccia prima che suo marito scopra che razza di cagna sporca e sfondata è quella troia di sua moglie.

Arrivo di nuovo sotto casa sua, in auto. Ha avute istruzioni chiare, aspetto solo di sentire lo scatto della serratura del suo cancello di casa.

Lo sento, esco dall’auto mentre lei esce sulla strada, in perfetto orario, molto bene.

E’ vestita con un top molto ridotto che preme sul suo seno, ed anche nella luce dei lampioni si notano i capezzoli che già spingono la stoffa; dei pantaloncini bianchi, praticamente trasparenti, sotto cui non dovrebbe avere niente, come le ho ordinato; e scarpe con tacco alto, a gambe nude.

– Ciao bella…
– Ciao…padrone…eccomi, come mi volevi…ma ora, andiamo, non vorrei ci vedesse mio marito…
– E cosa ci farebbe quel cornuto…

La abbraccio, stringendole forte il culo nelle mie mani, e la bacio, a bocca aperta, infilandole la lingua a fondo dentro. Dopo aver strizzato un po’ le sue chiappe sode, con le mani le apro i pantaloncini, tirandoli un poco giù in modo da scoprire oscenamente il suo sedere nudo. Sento che sono un po’ umidi, quindi le metto una mano fra le cosce, carezzandola rudemente, e sentendo la sua figa bagnata e calda sul mio palmo e le mie dita.

– Mmmmmmmmmmm…che troia…senti come sei già eccitata…ma tuo marito che dice…
– Nulla…quasi manco mi guarda…mmmmmmmmmmmm
– Cornuto e frocio…con una moglie puttana…la mia puttana…
– Sì…

Continuiamo a limonare senza ritegno in strada, lei con pantaloncini calati e le parti intime oscenamente in vista, io che la carezzo e la palpeggio. Con le mani vado su, le arrotolo il top sopra il seno, e le stringo un capezzolo per mano.

– Ahi…mmmmmmmmmm…dai che ci vedono…
– Vedrebbero solo una troia…mmmmmmmmm…ma hai ragione è ora di muoversi.

La lascio e le apro la portiera, lei sale senza ricomporsi, come ha imparato la volta scorsa. Chiudo, e vado al posto di guida. Partiamo.

– Dove andiamo stasera?
– A casa di amici…una coppia…e un altro amico…
– Mmmmmmmmmmmm…
– Sì avrai tanti cazzi per te…
– Sììììììììì!!!
– …ma proverai anche la figa…
– Ok.
– …e non ho finito, sarai il nostro animale domestico.
– Cioè?

Le passo una mano aperta sulla figa, sempre calda e umida, lei mugola un po’ mentre gliela carezzavo. Poi le porgo il palmo e le dita, bagnati dei suoi umori e odoranti della sua passera, sul viso, e lei prende a leccare per pulire, tenendomi il polso così posso guidare. Proprio brava sta diventando, penso. Le infilo un dito in bocca, e lei lo ciuccia, mentre io mi diverto a muoverlo fra i suoi denti e sulla sua lingua. Poi lo tolgo, le prendo un capezzolo fra pollice e indice, e lo strizzo forte.

– Ahia…mmmmm…

Strizzandolo, le dico:

– Dicevo…che ora ti togli tutti i vestiti, anche le scarpe, e li poggi dietro…lì c’è un sacchetto, lo prendi, ci sono due cose dentro.
– Mmmmmm…sì padrone.

Velocemente si denuda, si volta lasciando gli indumenti sul sedile dietro, e prende il sacchetto, che muovendosi fruscia rumorosamente come solo i sacchetti di plastica sanno fare.

Di nuovo volta verso il parabrezza, splendidamente ed oscenamente nuda, Chiara, la mia troia, apre il sacchetto, e ne estrae prima un plug anale con una lunga coda di cavallo, e poi un collare borchiato con guinzaglio.

– Ora, mia cara, infilati il plug su per il culo.
– Sìììììììììì!!!

Mette i talloni sul cruscotto, le gambe oscenamente divaricate con la figa depilata ben in vista, e tenendo alto il bacino cerca il proprio buco del culo. Si passa il plug tra le labbra, leccandolo, per insalivarlo, e quindi lo porta all’ano, e lo spinge dentro, e senza troppe difficoltà lo infila. Poi lo aggiusta all’interno, cercando d’infilarlo in modo che stia ben dentro, dato che non può stringere le chiappe a causa della base quadrata dell’oggetto. Rimane con le gambe su e mi guarda.

– Che hai da guardare?
– Io…niente…padrone…
– Ti sembra il modo di sederti?
– No, ma…

Le do uno schiaffo.

– Cosa?
– Sì padrone…mi scusi…mi rimetto subito a posto.
– Brava, così va bene.

Si siede normalmente, aggiustandosi dietro il sedere la coda di cavallo, vedo che stringe sia le gambe che i denti, probabilmente il plug non è molto comodo così.

– Bene, ora metti il collare…sei scomoda col plug?
– Sì padrone!

Le do un altro schiaffo.

– Una schiava è felice di soffrire…ricordalo.
– Sì padrone.

Chinando gli occhi, prende il collare, e se lo mette al collo.

– Brava, ora siamo arrivati.

Faccio uno squillo col cellulare, poco dopo si apre il cancello d’una villetta, entriamo e parcheggio nel cortile.

Esco, e vado a prendere la mia schiava cagnolina.

– A quattro zampe, da brava schiava.

Lei capisce subito, e si mette a camminare nuda a carponi sulle piastrelle del piccolo marciapiede, con la coda che scende dal plug anale ed io che la tengo al guinzaglio.

La porta si apre, è la padrona di casa, vestita solo di calze autoreggenti e tacchi alti, per il resto completamente nuda, la figa con un ciuffetto di peli, i seni grandi e un po’ cascanti, il corpo in carne ma con le curve al punto giusto e non grassa.

– Ciao, ben arrivati…
– Ben arrivato…accomodati!

Dice rivolgendosi a me.

– Grazie!

Entro, con Chiara al guinzaglio, splendidamente nuda a quattro zampe, con la finta coda di cavallo che le ricade dietro le cosce dal plug anale.

– Ma che bella cagnetta abbiamo qui…
– Su, da brava Chiara, una brava cagnetta fa le feste…leccando…

Lei si mette a baciare e leccare gli stivali in pelle della padrona di casa, alternando la lingua a qualche bacio.

– E’ molto brava…
– Sì, impara in fretta…se vuole!

Le tiro un calcetto sulla figa, lei dà un mugugno di lieve dolore ma continua a leccare.

– Gli altri sono già comodi?
– Sì, sono di là…vieni, mettiti pure comodo anche tu, puoi lasciare i vestiti su quella poltrona là…dammi pure il guinzaglio…

Mentre mi spoglio rapidamente, lei tira il guinzaglio su, strozzando Chiara e costringendola a salire fino ad avere in faccia la sua figa carnosa e pelosa,

– Su schiava cagnetta, da brava, leccamela bene…

Chiara assaggia quella sua prima passera, bagnata e calda, immergendoci dentro il viso, spinto dalla mano della signora. Lecca con gusto, si mangia quel pezzo di carne voglioso, facendo mugolare di piacere la padrona mentre le succhia il clitoride. Le raggiungo, nudo e col cazzo ritto a quello spettacolino.

– E’ brava vero la schiava?
– Molto…mmmm…abbiamo un altro bel cazzo pare…
– Già…pensa che tu sei la sua prima figa.
– Ma dai! Quale onore…per lei, avermi come primo assaggio di una donna…
– Hai sentito la signora, troietta? Avanti, sii educata e ringraziala.

Col piede nudo le assesto un altro calcio sulla figa nuda e ormai gocciolante umori.

– Mmmmm…ah!…grazie signora…mmmmmmmmmmmm…

Le stimolo le labbra coll’alluce, bagnandomelo.

– Tra un po’ questa puttanella ti bagnerà per terra come una lumaca…
– Che cagnetta in calore…però lecca con gusto…mmmmmmmmmmmm…meglio andare però ora…su brava staccati!

Le spinge la testa indietro, costringendola a staccarsi da quel voglioso pezzo di carne, e mi ridà il guinzaglio. prontamente le infilo in bocca il piede bagnato dalla sua fichetta, per farmelo pulire.

– Su schiava, puliscilo bene.
– Mmmmmmmmm!!!
– Bene, andiamo…

Nudi ed eccitati, ci dirigiamo in sala da pranzo, dove ci accolgono il marito della padrona ed un nostro amico. Ci salutiamo rapidamente, tutti nudi e coi cazzi eretti di buone dimensioni; poi i due altri maschi della casa danno i loro giudizi su Chiara, sempre per terra nuda e al guinzaglio, giudizi che sarebbero un insulto e la vergogna di ogni brava ragazza, ma che per una puttana come lei sono solo fonte di ulteriore voglia.

Ci accomodiamo per mangiare. Chiara fa per alzarsi, ma col piede sulla schiena la schiaccio a terra.

– Dove credi di andare? Non vedi che le sedie sono solo quattro? O credi che i cani mangino a tavola?
– No padrone…
– Lì ci sono le tue ciotole…una per l’acqua e l’altra per il cibo.

Mi chino a toglierle il collare. Le do un dolce bacio sulla bocca, di lingua, mi soffermo qualche secondo…poi mi stacco e le do uno schiaffo. Mi rialzo.

– E ricordati che qui sei solo una schiava cagna in calore!
– Sì padrone!

Le do un calcio in culo per avviarla al suo posto, dove la attendono acqua di rubinetto e pastone per cani.

La padrona di casa serve in tavola, ci sediamo e iniziamo a mangiare. Sotto il tavolo, i piedi di noi maschietti s’incrociano mentre stuzzichiamo la signora, che calorosamente tiene le gambe aperte lasciando strada aperta verso la sua figa vogliosa, lasciandoci carezzare con le nostre estremità inferiori sia le sue gambe avvolte dalle calze sia appunto la sua passera calda e bagnata. Chiara intanto consuma il suo pasto con la sola bocca, sbrodolandosi tutta.

– Guarda che cagna…
– Più una scrofa direi, fa un tale porcile…
– Che schifo…pulisci su troietta!

La padrona si alza e le assesta un forte calcio sui glutei, che fa sobbalzare e lamentare di dolore Chiara, la quale immediatamente si mette a leccare attorno alle ciotole, dove ha sporcato. Ridiamo tutti assieme.

Prendo una carota da una scodella piena di verdura fresca, è fredda e spigolosa causa la pelatura e di medie dimensioni.

– Penso questa cagnetta abbia bisogno d’una piccola punizione…

Di nuovo sonore risate, anche se con un pizzico di curiosità e stupore perché non dico come la punirò.

M’inginocchio dietro di lei e le tolgo il plug dal culo. Sospira, mentre il suo ano rimane oscenamente aperto davanti a me.

– Guardate qui che buco merdoso, ci passa un treno!

Nuove risate. Le infilo la carota su per il culo, le fa un po’ male e la irrita, mugola, ma il buco aperto non oppone resistenza date le dimensioni non eccessive in larghezza. La passo un po’ su e giù dentro il suo culo, poi la tiro fuori, non è sporca ma sicuramente odora del suo culo. Gliela ficco brutalmente in bocca.

– Tieni troia…mangia e ringrazia…avanti!
– Mmmmmmffff…grazie…mmmfff…padrone…mmmmmmmmmmmmmmm!!!

La addenta e la spezza, mangia e mastica mentre gliela tengo in bocca, come un animale, fa in fretta e manda giù bocconi grossi e duri, deglutendo a fatica, perché apposta spingo a forza la carota nel suo cavo orale.

– Ti è piaciuta la carota insaporita dal tuo culo sfondo, troia?

Altre risate, mentre i maschi iniziano a menarsi un po’ il cazzo duro, e la signora a toccarsi la figa gocciolante.

– Sì padrone…

Parlando non riesce a trattenere un rutto. Piovono insulti e risate su di lei, sempre nuda, a quattro zampe, col culo aperto, e umiliata come la cagna che sa di essere.

Le tocco ruvidamente la figa, gronda umori ormai tanto è bagnata, ed il calore mi scalda la mano.

– Sentite come è fradicia e in calore la cagnetta…venite, venite…

Tutti si accucciano dietro con me, e a turno le passano la mano sulla figa. Nuovi umilianti insulti per Chiara, che altro non fanno che eccitarla ancora di più, vorrebbe toccarsi ed essere chiavata ma sa che deve aspettare gli ordini, e che il suo padrone presto la soddisferà.

– Direi che una troia così va punita…severamente…non trovate?
– Certo!
– Sicuro!

Il mio amico s’inginocchia davanti a Chiara, le prende la testa per i capelli, e con violenza la costringe a imboccargli il cazzo, spingendoglielo giù in gola.

– Succhia puttana!

Il marito rimane per ora seduto a carezzarsi l’uccello, mentre la moglie va un attimo fuori della stanza a prendere un frustino e altri simpatici oggetti con cui trattare la cagna come si merita.

Io mi pianto dietro di lei, e senza preavviso né preparazione le pianto il cazzone grosso e durissimo nel culo, dandole un forte colpo da dietro che le fa imboccare tutto il cazzo del mio amico fino alle palle, uccello che le arriva in gola e la soffoca, con la bocca completamente aperta ed il culo rotto e pieno del mio cazzo, che senza scrupoli le pianto tutto dentro fino alle palle.

– Così godi di più troietta?
– Mmmmmffff…aahhh…mmmmmfffff…

Chiara geme e si lamenta, la bocca e la gola occupate da un bel cazzo duro, ed il culo pieno del grosso cazzo del suo padrone.

Comincio a pomparla forte nel culo, le sue pareti anali formano come un anello che mi stringe il cazzo, anche se non troppo, anello in cui scorro su e giù dandole bei colpi dritti su per l’intestino ad ogni affondo. Il piacere si mischia al dolore in lei, dolore che le è causa di ulteriore piacere, da brava cagna che è, ma che va anche attenuandosi verso un piacere sempre più intenso per la brutale inculata. La sua figa è fradicia e lucida per gli umori, è ormai un laghetto bollente di puro piacere.

– Allora, troia, ti piace il cazzo eh?!
– Si gode bene col culo, vero Chiara? Fai capire a questi signori quanto ti piace fartelo sfondare, puttanella…

E dicendoglielo, le assesto un colpo ancora più forte scendendole nel culo, che il mio cazzone le penetra completamente nell’ano, e le mie palle gonfie e pelose le vanno a sbattere sulla passera bagnatissima e caldissima.

Lei mugola e geme più forte, quanto il cazzo su cui è spinta le consente visto che anche questo le si infila ora completamente in bocca e ingoia, fino alle palle.

– Ehi…la troia, non ha solo il culo sfondo, ma anche la bocca!

Ridiamo e scopiamo, tranne il marito che continua a toccarsi seduto davanti a questa scena, mentre rientra la padrona di casa, ora senza nemmeno stivali e calze, completamente nuda.

– Bene bene, vi state già divertendo…
– Già…ma non si capisce chi dei tre si diverta di più…forse la cagnetta in mezzo…

Dice il marito guardando sua moglie mentre si masturba il cazzo.

– Mmmmm…magari è proprio così…vediamo…

Continuo a chiavarla duramente nel culo rotto, anche se il ritmo non è ancora serrato, e prosegue anche la chiavata in bocca del mio amico, che la tiene per la testa ed i capelli, costringendola a prendergli tutto il suo cazzo duro avanti e indietro in bocca, lei sempre a pecora fra noi due.

La signora s’inginocchia dietro di me, sento che mi ferma il bacino spingendomi verso Chiara, in modo che le tenga il cazzo duro dentro il culo. La sento che mi afferra le natiche, e che comincia a baciarmi e leccarmi il buco del culo.

– Mmmmmm…che bei muscoli che hai…mmmmmmm!!!

Poi discende sulle palle, le imbocca e le succhia una ad una, leccandole mentre le ciuccia.

– Mmmmmm…
– Mi…mi farai venire così…mmmmm!!!

Poi lascia i miei genitali, per passare su quelli di Chiara.

Al contatto della esperta lingua, che comincia a leccarla per bene, e delle sapienti labbra, che si lavorano le labbra della sua fica, con un cazzone dritto in culo, ed un altro duro in gola, Chiara viene squassata dagli spasmi dell’orgasmo, e lava la faccia della signora, che continua a leccare e succhiare la sua figa fradicia e bollente, e beve anche un po’ del succo di Chiara.

Seguono a breve un secondo ed un terzo orgasmo, mentre io mi muovo lentamente nel suo culo sopra la padrona di casa che lecca e beve dalla sua figa.

La Padrona che si stacca, e mette due dita nella figa di Chiara, la penetra brutalmente senza alcuna delicatezza, ci affonda le dita e le intinge per bene in quel lago di piacere.

Chiara non crolla a terra solo perché siamo in due a tenerla su, oltre che scoparla, ma è davvero distrutta dal piacere.

La signora fa cenno al mio amico di togliere il cazzo dalla bocca; io continuo a incularla lentamente, su e giù, guardando la scena; Chiara crolla con la faccia a terra, ma tiene ancora alto il culo sfondato sul mio cazzone che la penetra.

Lei le mette le due dita in bocca, chinandosi su di lei.

– Ti piace eh troia? Hai goduto bene…lecca dai…e dimmi se sei buona…

– Mmmmmm…

Chiara lecca ma non risponde. La signora le assesta uno schiaffo sul viso, poi le prende il mento in mano costringendola a guardarla negli occhi.

Gli occhi di Chiara sono un misto di piacere, voglia, stanchezza e paura.

– Allora zoccola, ti piace il tuo succo oppure no?
– S-sì…mi piace…signora…
– Brava…sei proprio una bella cagnetta in calore, sai? Ma ora, facci godere un po’…tu, finisci quel che avevi iniziato, e sborrale abbondante in bocca, veloce!

Il mio amico sostituisce la signora davanti a Chiara, riprende la troietta per i capelli e la costringe di nuovo a imboccargli il cazzo. Comincia a scoparle brutalmente la bocca, mentre Chiara cerca di stringere il cazzo duro fra le labbra e di leccarlo mentre scorre avanti e indietro nella sua bocca.

Io continuo a scoparla nel culo, lentamente, ma con colpi decisi ad ogni affondo, il cazzo che entra tutto senza resistenza ormai, e le mie palle che le sbattono sulla figa che si bagna ancora.

In breve il mio amico gode nella gola di Chiara, la riempie di sborra calda, urlando e spingendo il cazzo dentro la sua bocca.

– Aaaahhhhhhh…ssììììì…troia…cagna…puttanaaa…beviiiii!!!!!

Chiara tenta di ingoiare tutta quella sbroda, ma un po’ la rigurgita e le cola ai lati della bocca, ed altra gocciola per terra mentre il mio amico esce dalla sua bocca col cazzo ancora duro.

– Troia…che schifo…pulisci su…prima il cazzo…

Tenendola per i capelli, le fa appoggiare la bocca sulla cappella, e la costringe a ripulirgli il cazzo sporco di sborra. Chiara lecca e ingoia i rimasugli del suo piacere maschile.

Poi lui le raccoglie, con due dita, la sborra ai lati della bocca e sul mento, e gliela porta alla bocca, infilandole brutalmente le dita nel cavo orale.

– Ti piace la mia sborra, eh puttana…
– Mmmmm…s-ssìììì…
– Che troia…

Ritorna la signora.

– Bene così…ma ora cagna schifosa, pulisci per terra…

Il mio amico si scansa, mentre la padrona schiaccia a terra la testa di Chiara, facendole leccare il pavimento sporco di sborra e bava.

– Lo rivoglio lucido, va bene?

A quella scena non resisto più, do alcuni colpi più veloci nel culo di Chiara, rendendole difficile l’opera di pulizia mentre sobbalza sotto le mie poderose spinte, e le vengo dentro il culo rotto, allagandolo di sborra calda e densa.

– Aaaaahhhh…mmmmm…aahhh…

– E bravo Filippo, non resistevi più vero poverino? E questa cagnetta è davvero brava…vero Chiara?

Lei annuisce alla padrona, mentre lecca per terra le ultime gocce rimaste.

Io la scopo ancora un poco nel culo, finché il cazzo non inizia ad ammosciarsi, e vista l’abbondante sborrata anale, le sciacquetto dentro, mentre un po’ si sperma cola sulle mie palle e sulla sua figa.

Mi tolgo dal suo culetto che rimane oscenamente aperto, una vera caverna, mi porto davanti a Chiara, e prendendola per i capelli le premo il viso sul mio cazzo e le mie palle.

– Avanti puttana, pulisci bene, lo voglio lucido…

La troietta bacia e lecca, lucidando bene il mio cazzo e le mie palle, come nuovi.

Intanto, dietro di lei si è portata la signora.

– Mmmmm…quanta bella roba…

Dice guardandole il culo rotto, la figa fradicia e la sborra che cola dall’ano.

– Un vero peccato sprecarlo…

Prende a leccarle il culo e la figa, bevendo la mia sborra che cola, leccando e bevendo dentro e fuori i suoi buchi.

Intanto Chiara si gusta i sapori del mio cazzo, della mia sborra, e del suo culetto, finchè non diviene davvero moscio.

La signora completa in breve la pulizia delle parti intime della cagna, con molta voglia e golosità, e quindi ritorna davanti a Chiara. S’inginocchia, le pende la testa per i capelli, e la bacia in bocca, con un misto di sapori e sborra e saliva che le due si scambiano.

Poi la lascia. Chiara crolla a terra, stremata e bagnata.

– Mmmm questa troietta mi fa proprio ripensare ai bei tempi…in cui anch’io ero una puttanella alle prime armi ma molto curiosa…

Mentre il mio amico ed io ci sediamo, il padrone di casa si alza.

– La puttanella pensa di avere già finito…e non abbiamo nemmeno cominciato…

Si mette dietro, prendendola ai fianchi e tirandole su il bacino. poi le infila senza preavviso il cazzo in figa, affondandolo forte e duro.

– Senti che figa bagnata…cazzo, ci scivolo dentro…che zoccola!

Poi si rivolge alla moglie.

– Cara…dammi quel cazzo da 20cm…non vorrei che le si chiuda il culo…

Chiara non capisce subito. La signora gli passa un fallo di gomma, lungo e grosso circa come il mio, che il marito provvede a infilarle, sempre in modo brutale, dentro l’ano rotto.

– Io…no…vi prego…mi fa male…brucia…

Chiara mugola e piange. La moglie le va davanti, la prende per i capelli alzandole la testa, e le dà due sonori schiaffi.

– Troia…tu devi solo obbedire chiaro? Riprendi il controllo, cagna!

Altri due schiaffi, Chiara si calma un poco, le lacrime le rigano le guance.

– Allora, hai capito puttana qual è il tuo posto?

– S-sì padrona…
– Molto bene…

– Ehi tesoro…non trattarla così…me la fai bagnare tutta…e mi cola il suo liquido dall’uccello alle gambe!

Ridiamo tutti a quella battuta, Chiara si sente dolorante, umiliata, sporca, maltrattata, una lurida cagna senza dignità…ma piena di voglia e piacere.

La signora si siede davanti a Chiara, a gambe aperte.

– Ora troietta…fai godere anche noi…dai lecca bene, da brava cagnetta…

Le prende i capelli e le preme il viso sulla figa carnosa e vogliosa, facendogliela leccare e baciare.

– Mmmmm…sì…così…impari bene puttanella…

Intanto il marito prende a sbatterla forte in figa, da dietro, facendole sobbalzare le chiappe al ritmo dei suoi colpi, mentre stringono il fallo finto nel culo.

Chiara geme ed ansima sotto i colpi del marito, un altro bel cazzo stavolta dritto e duro in figa, che la sbatte forte e senza pietà, e la figa odorosa calda bagnata e morbida della signora, che si sta gustando con vero piacere come non aveva mai pensato potesse avere dal sesso di un’altra donna, e il fallo di gomma che stringeva nel culo, che le bruciava da matti ma le stava anche dando un caldissimo piacere…venne ancora, con più orgasmi, sul cazzo dell’uomo che la scopava, e gemendo nella figa della sua signora.

– Che troia…mi hai lavato tutto il cazzo…puttana…

L’uomo prende a sculacciarla, mentre la pompa come un forsennato. Chiara sente un misto di dolore e piacere, ma sempre più piacere, si sente culo e figa in fiamme, un calore che le prendeva tutto il corpo, si sente stanchissima ma anche piena di voglia, vuole sia che tutto finisse subito sia che tutto continuasse all’infinito.

– Sì che puttana che è…mi piace…dai lecca cagna…dai che godo…dai…

La signora le preme il viso sulla sua figa, che cola ed è davvero bollente, Chiara che come ipnotizzata lecca e beve in modo meccanico ma anche con una sorprendente sensibilità tutto quel piacere. La padrona mugola ed ansima, mentre anche il marito, dopo la lunga masturbazione, è sull’orlo dell’orgasmo.

– Sì dai puttana…dai che ti sborro dentro…dai che ti riempio la figa…dai cagna che sei fradicia…

I colpi sono sempre più forti e serrati, mentre Chiara quasi soffoca stretta sulla figa della signora.

– Dai zoccola lecca…puttana….dai che ti vengo in faccia… schiava
– Dai cagna…dai che ti farcisco la figa…dai troia…

Chiara è presa dal piacere di entrambi, stretta tra i due, oggetto della loro voglia e del loro sfogo fisico.

– Sssssssììììììììì vengoooooooooooo…
– Godoooo troiaaaaaaa…
– Aaaaaaahhhhhhhhhh!!!!!
– Aaaaaaaahhhhhhhhhhh!!!!!!

Godono entrambi, sulla faccia e nella figa di Chiara, si abbandonano al piacere più animalesco su e dentro di lei.

Il mio amico ed io, intanto, gustandoci la scena, siamo tornati ben eccitati, e pronti ad un nuovo giro.

Entrambi rimangono lì un po’, gustandosi la bocca e la figa di Chiara, e facendole sentire ancora un po’ il cazzo dietro e la figa davanti.

Poi lei si alza, va agli oggetti che aveva portati con se prima, e si lega una cintura fallica con una cazzone enorme davanti, saranno almeno 25cm, e Chiara la guarda terrorizzata.

Ma la schiava troia non fa tempo a dire nulla, che il marito, il cui cazzo moscio è ormai uscito dalla figa, le toglie il fallo dal culo e lo sostituisce con la sua mano, che tenta di far entrare a forza.

– Aahh…aaaaaahhhhhhhhhh!!!!
– Bene troietta, adesso iniziamo a divertirci…


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