Tiziana

Tiziana

12 maggio 2014
Il vaporetto della linea 1 stava accostando lentamente alla fermata “Stazione S. Lucia”, quando la vidi.
Erano le 22,30 di una splendida serata primaverile  e stavo tornando a casa dopo una giornata  passata in tribunale e un colloquio serale con un cliente, che mi aveva trattenuto in studio più del previsto.
Ero stanco, ma quella donna attirò subito la mia attenzione. era sola, e rimase seduta dentro l’imbarcadero. Stava leggendo un libro e il cappello nero grande, tipo disco volante,  nascondeva gli occhi ma non le stupende labbra. Rossetto rosso come le unghie, tubino nero appena sopra le ginocchia e decolletè nere. Senza dubbio una turista  ….pensai, mentre il vaporetto riprendeva la sua corsa verso Piazzale Roma.
Girai  la testa per guardarla fin che la magica visione sfumò.

15 maggio
La rividi. Stesso imbarcadero, stessa ora. Sempre intenta a leggere un libro. Sempre sola. Quella sera aveva un tailleur grigio, sandali tacco 12 e … niente cappello. Capelli biondi …. non avevo mai visto una donna così bella con occhi stupendi verde smeraldo. Se la rivedo un’altra volta, devo tacar boton, pensai mentre il vaporetto riprendeva la corsa.

16 maggio
Diversamente dalle belle giornate precedenti, quel venerdì i nuvoloni non promettevano niente di buono.
Erano le 19,45 e, uscendo dall’ufficio, misi in borsa il piccolo ombrello utilissimo nelle emergenze. Non sapevo ancora quanto mi sarebbe stato utile. Quella sera presi la linea 2 per arrivare prima a Piazzale Roma sperando così di evitare l’imminente temporale, ma in prossimità del Casinò la sequenza ravvicinata lampo-tuono precedette di pochi attimi una pioggia scrosciante. Alla fermata “Stazione S. Lucia” con sorpresa la vidi. Era in piedi nell’imbarcadero, gonna e camicetta, sandali tacco 12 e sempre bellissima. Si teneva la gonna con una mano per evitare gli scherzi di un vento impertinente. Salì sul vaporetto e mi accorsi che non aveva l’ombrello. Arrivati a Piazzale Roma nello scendere aprii l’ombrellino e sentii una mano stringermi il braccio e una voce dire “Mi scusi, posso approfittare del suo ombrello? “. Era lei. “Ma certo” risposi “Dove deve andare?”  “Alla fermata dell’autobus qui davanti, mi basta” “Eh no” pensai “

Guardi ho la macchina in parcheggio qui di fronte e con una serata del genere le do un passaggio dove vuole” con non poca sorpresa, rispose con un sorriso “Va bene, accetto il passaggio” Seppur il tragitto fosse breve al parcheggio arrivammo quasi fradici. Saliti in macchina, guardandoci, esplodemmo in una fragorosa risata ….. sembravamo appena usciti da un bagno in piscina e i rivoli d’acqua scendevano dai capelli fin dentro gli abiti.
“Piacere Marco”…..“Piacere Tiziana” “Dove ti porto ?” “Abito in Viale Garibaldi vicino ai campi da tennis”.
“So dov’è, in gioventù ho abitato a Carpenedo e adesso  abito a Mirano”. Mentre parlavamo del più e del meno con gesto naturale si tolse i sandali e si rannicchiò sul sedile scoprendo un po’ le splendide gambe. Arrivati davanti casa sua stavo pensando a come non interrompere quella magica serata quando lei disse “Non posso lasciarti andar via cosi’ …. sali che ti asciughi un po’ e ti offro qualcosa”.
Il mio “Ok grazie” uscì prima che lo pensassi.
Il suo appartamento era molto carino, arredato con gusto…..”Accomodati Tiziana” disse. Mi sedetti sul divano fatto a elle in soggiorno mentre lei sparì in un corridoio.  Tornò tenendo in mano un cofanetto e due asciugamani. “Tieni” disse “Asciugati i capelli”. Lei si asciugò con l’altro.
“Dammi la giacca e togliti le scarpe …mettiti comodo”. Versò del whisky su due bicchieri e venne a sedersi sul divano scostata da me. Mentre si sedeva mi accorsi che era scalza. Aveva piedi bellissimi che avrei voluto baciare. Appoggiò il cofanetto su un bracciolo, prese un telecomando e d’incanto si diffuse la voce di B.B.King.
La sua vicinanza, il suo profumo, la musica rendevano l’atmosfera magica e la mia eccitazione  era evidente. Lei se ne accorse e disse “Adesso tu guardi ma devi promettermi di non muoverti né toccarmi….solo guardare” “Promesso ?”
“Ok” risposi. Aprì il cofanetto, prese un dildo a forma di cazzo e iniziò a succhiarlo con movimenti lenti. Si era appoggiata con la schiena sul bracciolo del divano e aveva tirato su le gambe aprendole  davanti a me. La gonna scese, era senza mutandine. Aveva un triangolino di peli rasati e una farfallina tatuata vicino. Con gesti lenti, sempre succhiando e leccando il dildo, si era sbottonata la camicetta. Con una mano iniziò ad accarezzarsi le tette stupende e strizzarsi i capezzoli. Io non ce la facevo più, avevo il cazzo duro ma non volevo che si fermasse. Roteando il dildo fradicio di saliva sui capezzoli, con due dita cominciò a penetrarsi la fica e stuzzicarsi il clitoride e si inarcava e gemeva dal piacere. Si girò a carponi infilandosi il dildo nel culo. I suoi gemiti mi facevano   impazzire dal piacere finchè  disse “Chiavami”. In un’attimo mi spogliai e cominciai a leccarle la fica e il buco del culo e poi, in un crescendo di mugolii,  iniziai a chiavarla. Le tenevo i fianchi e a colpi ritmati le spingevo il cazzo sempre più dentro, fino alle palle.
“Siiiii, fottimi Marco, sbattimi ….hai un cazzo stupendo”.  Mi fece sedere e dandomi la schiena si sedette sopra il cazzo infilandoselo nel buco del culo. Cominciò ad andare su e giù mentre si sfregava la fica con le dita. “Marco mi stai facendo godere come nessuno mai finora …. continua ti prego”. La inculai finchè si inarcò e venne con un urlo liberatorio. Ma ancora non sazia si girò e se lo spinse dentro la fica. “Ancora” disse “Mi piace troppo come mi scopi… voglio sentire ancora dentro di me il tuo cazzo”. E mi metteva le tette in bocca guardandomi negli occhi. E io stavo impazzendo dal piacere che mi davano quegli sguardi. Mi cavalcò finchè la sentii fremere tutta  “Marcooo mi stai facendo venire ancoraaaaa” ed urlò un “Siiiiiiiiiiii” mentre buttava la testa indietro, inarcandosi nell’estasi finale.
Si alzò e disse “Adesso tocca te ….voglio vederti sborrare” si piegò sopra di me e iniziò a leccarmi la cappella con la punta della lingua, movimenti lenti ma ogni tocco era una scossa che mi faceva reclinare la testa all’indietro. Io le tenevo la testa con le  mani , e lei a succhiarlo su e giù. Mi accarezzava le palle e succhiava e leccava lasciando una scia di saliva. Sentii che stavo per venire e mi alzai, lei rimase in ginocchio dicendo “Dai, sborrami in bocca”. Le venni in bocca con tanta di quella sborra che le colò dalle labbra fin sulle tette.
Sfiniti, non ci accorgemmo di esserci addormentati. Buonanotte Tiziana

By MR


TELEFONO EROTICO AMATORIALE

Divertiti in totale anonimato con il nostro servizio Carta di Credito
CHIAMA 051.68.08.246 A SOLI 50 CENTESIMI AL MINUTO

Desiderio-erotico-carta-di-credito

Oppure
telefono-erotico-3

Leave a Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.