Sotto i piedi di due stronze

Sotto i piedi di due stronze

Sotto i piedi di due stronze

Gli piaceva avere il mio piede sul suo cazzo, ma non volevo esagerare: certo non doveva venire prima di Sara. Cosi’ iniziai a spostare il piede sui suoi addominali, sul suo pietto, accarezzandolo. Anche questo gli piaceva, e intanto continuava a leccare la figa di Sara, i cui gemiti erano sempre piu’ acuti e intensi. Capii che sara stava raggiungendo un orgasmo, cosi’ ripresi a mettergli il mio piede sul cazzo. Gemeva anche lui. Gli appoggiai il piede sul ventre, avevo la sua cappella sotto il mio tallone, sentivo il suo cazzo diventare sempre piu’ duro. Quando Sara ebbe raggiunto l’orgasmo si alzo’ dalla faccia del biondino e si mise a sedere sul letto con un espressone molto soddisfatta. Si accese una sigaretta e appoggio’ i piedi sul petto del biondino che era rimasto a gemere a terra, gli occhi chiuso, il mio piede sul suo cazzo. “Cosa saresti disposto a fare per godere ai miei piedi?”, gli chiesi amorevolmente. “Qualsiasi cosa.”, mi rispose. La situazione lo stava eccitando piu’ di quanto credessi. Premetti un po’ col tallone sul suo cazzo chiedendogli se era davvero disposto a “qualsiasi” cosa. Lui gemette e rispose di si’. Sara continuava a
strusciargli i piedi sul petto. “Anche farti calpestare come uno zerbino dalle tue Dee?”, gli chiesi premendo nuovamente col piede sul cazzo. Gemette di nuovo e mi rispose di si’. “Guarda che siamo due Dee stronze, e se tu ci lasci fare noi finiamo per approfittarne.”, gli ricordo’ Sara; ma lui non batte’ ciglio, continuava a gemere ed attendere il suo orgasmo. “Ti faresti anche prendere a calci nei coglioni pur di godere?”, schiacciai volutamente piu’ forte sulla sua cappella. Stavolta accuso’ leggermente il colpo e tradi’ un po’ di dolore, seppur mescolato ancora a un gemito di piacere. Rispose di si’, ma pensai che fosse troppo facile. Sentivo che la sue erezione stava per esplodere, e pensai che in quelle condizioni qualsiasi uomo avesse risposto di si’ a un mucchio di domande senza nemmeno ricordarsene. “Allora fammi vedere come gode uno schiavo!”, gli dissi rislouta, premendo col mio tallone sul suo cazzo, schiacciandoglielo ben bene, strofinando a destra e sinistra. Volevo che la gli si infuocasse la cappella, e doveva iniziare a bruciargli dal calore che sentivo sotto il mio piede. Sara gli mise i piedi in faccia: “Perche’ uno schiavo non deve vedere la sua Dea mentre lo fa godere”, gli disse. Lui prese ad accarezzarmi la caviglia e il polpaccio con le mani. Stava per scoppiare. Quattro colpi decisi ed esplose in un violento orgasmo sotto la pianta del mio piede. Avevo appena fatto godere un uomo schiacciandogli il cazzo col tallone. Di nuovo un senso di potere, anche se in questo caso un potere piu’ sensuale, perche’ al biondino era piaciuto. Non appena venne si porto’ le mani all’uccello e comincio’ a sospirare. Dai suoi movimenti e dalle sue espressioni intuivo che doveva bruciargli un po’, ma anche che gli era piaciuto da morire godere sotto il mio piede. Sara si chino’ su di lui
per una carezza e un bacio sulla guancia, prima di dirgli che poteva tranquillamente usare la doccia della stanza per darsi una sistemata. Lui si rialzo’ da terra, e per prima cosa prese un fazzoletto per asciugarmi la pianta del piede che aveva ricevuto qualche schizzo del suo orgasmo. Nel farlo colse anche l’occasione per un fugace bacio ai miei piedi. “Questo e’ il mio umile ringraziamento al piede che mi ha fatto godere.”, mi sussurro’ sorridendo prima di andare farsi una doccia fresca. Io e Sara ci guardammo soddisfatte, convinte che quella che prima sembrava solo un’idea di sesso mattutino si sarebbe trasformata in qualcosa di molto divertente e prolungato.


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