Quella porca di mia Suocera

Quella porca di mia Suocera

Quella porca di mia Suocera

Abbiamo da poco comprato casa con mia moglie, dopo due anni di affitto, abbiamo trovato il nostro nido, nonostante abbiamo 24 anni, abbiamo fatto già dei passi molto importanti insieme!

Finalmente andiamo a firmare l’atto della casa, e il giorno dopo ci apprestiamo a fare i piccoli lavoretti che ci sono, come “grattare” dai muri la carta da parati.

Di prima mattina partiamo io e mia moglie, e cominciamo, armati di spatole e acqua calda, a grattare i muri. Lei deve lavorare di pomeriggio, quindi ci sbrighiamo e facciamo il più possibile in poco tempo, finché ricevo una telefonata: era mia suocera (come mai chiamava proprio me, e non sua figlia??), che mi diceva per il pomeriggio di non preoccuparmi perché si era liberata e poteva venire a darmi una mano.

Accompagnata mia moglie a lavoro vado a prendere mia suocera Anna, e ci avviamo alla casa nuova.

Bella donna mia suocera: altezza nella media, ma con un fisico niente male, seni rotondi e sodi nonostante i suoi 45 anni, un sedere da far girare la testa, cinto da una vita stretta con un leggero accenno di maniglie dell’amore, molto sexy!

Quel pomeriggio si era messa un completino di jeans, di quelli pantaloncino e grembiulino, con maglietta aderente sotto la parte del grembiule che faceva trasparire le sue forme, lunghi capelli biondi legati in una splendida coda di cavallo; io appena entrò in macchina,continuavo a fissarle le gambe stupende, tanto che lei dovette accendere la macchina per farmi risvegliare. Imbarazzato misi la prima e partii, mentre Anna mi guardava con un sorriso malizioso..

Arrivati a nella casa nuova cominciammo subito a lavorare, scambiandoci qualche battuta di tanto in tanto; siamo sempre andati d’accordo, ma quel giorno c’era qualcosa di diverso.. Sono sempre stato attratto da lei, tra l’altro sua figlia le assomigliava molto.

Mentre io grattavo il muro sopra la scala, lei era sotto, cercò di passare tra il muro e la scala per andare nella stanza accanto, ma il completo le si impigliò nella scala, facendo saltare il bottone, e mostrando i seni sotto la maglietta bianca bagnata.

Molto imbarazzato ma preso dall’occasione ghiotta che mi si presentava, scesi dalla scala, e cominciai a cercare di aggiustarle il bottone; Anna mi guardava maliziosa, io, eccitatissimo davanti a quello spettacolo (non aveva reggiseno sotto!!!) facevo finta di niente, ad un tratto mi prese le mani, io alzai lo sguardo e mentre mi fissava dritto negli occhi la baciai. Un attimo, un solo attimo dopo, le nostre lingue cominciarono a cercarsi, in altre occasioni avevo notato il suo sguardo su di me, in piscina o al mare, ma non pensavo che potesse arrivare fino a questo punto.

Io era eccitatissimo, mentre le nostre lingue danzavano, cominciai a spogliarla, lei indietreggio senza lasciarmi andare, per andare a finire nella stanza accanto, dove la finestra era chiusa e nessuno poteva vederci. Il mio cazzo stava scoppiando, sentivo che avrebbe fatto saltare via la cerniera dei pantaloni, nello stesso momento la mano di Anna scese su di lui, con un movimento un po impacciato mi slacciò la cintura, abbasso jeans e boxer in un colpo solo e cominciò a massaggiarmi il pene durissimo: “Erano due anni che cercavo di immaginarmi quanto ce l’avevi grosso, io e mia figlia ci diciamo tutto sai, mi ha detto che la fai impazzire quando fate l’amore” mi disse; “Io erano anni che sognavo di possederti..” risposi io.

Ci gettammo nella branda nel mezzo della stanza, e continuai la mia opera: le tolsi gli stivali, scoprendo un piedino niente male, cominciai a baciarle il dorso del piede, la caviglia, salendo su per le sue gambe, leccando ogni tanto l’interno coscia, mentre lei ansimava già. Non resistevo più, ed ad un tratto lei, come se mi avesse letto nel pensiero si alzò e lo prese in mano, all’altezza della bocca: “Sei bellissima..” le dissi, e lo pensavo; ero suo..!

Cominciò a massaggiarmi lo scroto, mentre mi leccava la base del pene, mi guardava maliziosa.. ad un tratto lo infilò tutto in bocca, in un sol colpo. Mi fece sussultare, risalì e si mise a ridere, per poi continuare il suo lavoretto; su e giù per una decina di minuti almeno, stavo già impazzendo, faceva del pompino un arte, sputava, succhiava avidamente, lo asciugava per poi rispuntarci sopra, giocava con la lingua sul glande.. da manuale! Stavo per venire, la fermai dicendole: “Ora tocca a me..!” Le diedi un lungo bacio, poi, piano piano, cominciai a scendere, sul collo, levandole la maglietta le

baciai i seni, soffermandomi a torturare non poco i suoi capezzoli rosei e durissimi, mentre le sfilai i pantaloncini e scoprii un perizoma leopardato, la mia perversione più primordiale!

Preso dalla foga di quella vista, le lasciai i seni, e come un pazzo mi fiondai sul perizoma, umido dei suoi umori, e lo strappai con i denti! Anna probabilmente sognava da anni che qualcuno le strappasse il perizoma così, perché il suo sguardo cambiò: da arrapata divenne famelica!

Da li una danza di lingua sul suo clitoride, la addolcì ma non perse l’eccitazione, mentre la “mangiavo” letteralmente mi tirava i capelli e non smetteva di agitarsi e ansimare, ad un certo punto sentii le vibrazioni del suo corpo farsi più intense fino a che non mi inondò la bocca con uno spruzzo di umori caldi.. Che spettacolo che era.. Ma quel momento di pace non durò molto, io ero veramente al limite della sopportazione, e non riuscii più a trattenermi quando mi disse: “Adesso ho voglia di sentirti dentro!!” non la feci attendere, puntai la cappella contro la sua vulva, un paio di movimenti dolci per farla abituare alla larghezza, e poi in un sol colpo, senza difficoltà data la quantità di umori, la penetrai.

Un gemito di dolore misto a piacere mi invase l’orecchio, mentre mi stringeva la schiena, la lasciai abituarsi alla mia presenza, e quando volle mi disse: ” Vai, scopami, dai!!!“, da li cominciai a pomparla in una maniera forsennata, cominciai a sudare talmente la sbattevo forte, Anna gemeva e tremava di piacere; le dissi: “Sai come la faccio impazzire tua figlia?”

“No, dimmelo!”

“Preferisco mostrartelo..”

Uscii lasciando solo la cappella dentro,mi muovevo piano, e in un colpo la penetravo completamente, con un angolazione che mi permetteva di toccarle la parete dell’utero, poi di nuovo fuori, e poi un colpo secco! Anna stava impazzendo di piacere, con un gemito venne copiosamente sul mio pube. “Adesso tocca a te svuotarti” mi disse, mettendosi a pecorina e massaggiando con gli umori della vagina lo stretto ano.

In quel momento capii quant’era porca mia suocera, e non mi feci di certo pregare neanche sta volta, presi a massaggiarle l’ano prima con un dito, poi con due e infine con tre, mentre non smettevo di tintinnarle il clitoride per bagnarmi le dita dei suoi umori e inumidire il suo buchino, quando sentii che i muscoli cominciarono a cedere alla pressione, presi la cappella, la inumidificai dei suoi umori in fica, e la appoggiai sul suo culo: Avevo finalmente il suo bellissimo culo davanti a me, con il mio pene appoggiato sopra, era un sogno! Anna si aggrappò al lenzuolo, sapeva che stavo per affondare il colpo, che maiala!

La presi per le maniglie dell’amore, e con un colpo solo le stantuffai il culo.

Un grido di dolore invase la stanza, ma io lasciai che il suo ano si abituasse al corpo estraneo, e poi cominciai a pompare, pompai talmente forte che l’osso della sua anca sbattendo contro la mia mi faceva male, non resistetti molto, 5 o 6 minuti dopo venni, una sborrata copiosa, cominciò a uscirle fuori dal culo e a colarle sulla fica.. Che spettacolo!

Rimanemmo un po abbracciati, poi le dissi: “Racconterai anche questo a tua figlia?” e lei rispose: “Dipende se sarai ancora in grado di farmi godere come oggi..”


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