L’amico Voyeur

L’amico Voyeur

L’amico Voyeur

L’appuntamento era per le 15:00 in un bar che permetteva una certa discrezione.
Alberto era arrivato in anticipo.
Esitò un attimo e poi varcò la soglia.
– Buongiorno… – lo accolse la gestora.
– Salve… – rispose Alberto deglutendo – …mi siedo là in fondo. Va bene?
– Posto ce n’è. Si metta dove vuole… – acconsentì la gestora da dietro il bancone.
Alberto scelse il tavolino più defilato, dietro alla colonna che divideva in due il locale, in fondo alla sala.
– Le porto qualcosa? – chiese la gestora avvicinandosi.
– Uhm…un’acqua tonica. Senza ghiaccio, grazie – rispose Alberto con un vago imbarazzo e poggiò il cellulare a testa in giù sul tavolo.
– Aspetta qualcuno?
– Come?
– Voglio dire, la tonica, gliela porto subito o aspetto?
– La porti pure, grazie…
La gestora fece un cenno col capo e tornò dietro al bancone.

Il cellulare emise un breve trillo.
– Guardi tu, per favore? – disse Carlo mentre imboccava la rotonda.
Diana recuperò il telefono dall’incavo dietro alla leva del cambio e lesse
– È quell’Alberto, dice “Sono arrivato…”
– Ah, è già lì? – osservò Carlo con un sorriso – Bravo! –
– Gli rispondo? – chiese Diana.
– No, tanto ci siamo quasi…
Diana sospirò.
– Emozionata? – chiese Carlo.
– Non so…mi sento strana – rispose lei guardando dritto davanti a sé.
– Il tipo mi sembra uno tranquillo
– Non è per quello… È un estraneo, conosciuto su internet…boh!
– Era quello che cercavamo, no? O avresti preferito chiederlo ad Andrea? – rise Carlo.
– Sì, proprio… – anche Diana rise, ma debolmente.
– Stai bene, mi piaci vestita così – riprese dopo un po’ Carlo.
– È quello il bar? – chiese Diana.
– Sì, adesso vedo dove posso lasciare la macchina…

Dopo poco più di tre minuti varcarono la porta.
– È al tavolo là in fondo… – esordì la gestora con un sorriso.
– Scusi?
– Il vostro amico
Alberto si affacciò da dietro la colonna – Ciao, ragazzi!
– Ah, ok! Grazie – disse Carlo, rivolto alla gestora. La coppia affrettò verso il tavolo di Alberto.
Ci fu un rapido stringersi di mani e poi furono tutti seduti.
– Cosa stai bevendo? – chiese Carlo.
– Acqua tonica
– La prendo anch’io. Tu? – chiese rivolto a Diana.
– Va bene anche per me
Carlo si girò verso la gestora che annuì e disse – Altre due toniche, arrivano subito.
Attesero di essere serviti. Nel frattempo erano sopraggiunti due avventori, apparentemente buoni conoscenti della gestora perché iniziarono una fitta conversazione con la stessa.
– Meno male… – commentò Alberto – Almeno adesso possiamo parlare tranquilli dei cazzi nostri!
Carlo si limitò a sorridere a Diana per rassicurarla.
– Allora? – chiese rivolto ad Alberto.
– Beh…ditemi voi…avete già…
– No, mai. Abbiamo altri contatti, singoli e coppie da vedere. Però tu sei il primo…
– Ho capito…
– E tu? – volle sapere Carlo.
– No, mai. Però è da un po’ che mi frulla in testa ‘sta cosa…
– Ah, sì, eh? Ti senti voyeur?
Sì. Ma anche esibizionista. Quello l’ho già fatto
– Sei stato filmato?
– No, però con la mia ex, una volta, all’aperto…beh, c’era un po’ di gente che guardava…
– Mentre scopavate? – intervenne Diana.
Alberto rise debolmente – Sì…
Carlo si limitò ad annuire con un sorriso e poi disse – Come te l’immagineresti?
– Il filmino?
– E certo
– Principalmente opterei per uno svolgimento spontaneo. Dovreste fare come fate di solito
– Spiegati meglio
– Beh, cominciate a pomiciare un po’…magari prima qualche bacio…poi vi spogliate, vi toccate, vi strusciate, vi accarezzate. Poi i preliminari…
– Ma dove, già qui? – chiese con aria preoccupata Diana.
– Volendo potreste iniziare qui con dei baci…niente di spinto perché se no rischiamo di andare nei casini… Poi, a casa (vista la stagione), cominciate a spingervi oltre
– E tu intanto filmeresti?
– Certo
– Senza intervenire?
– Se ne può parlare. Ma inizialmente filmerei e basta.
– E noi dovremmo fare come se non ci fossi?
– Volendo potreste anche giocare con la telecamera. L’importante è che siate spontanei e senza inibizioni. Dovreste anche divertirvi. Anzi, magari giocare un po’ potrebbe aiutare a perdere un possibile iniziale imbarazzo.
– E tu dici che le riprese vengono bene?
– In linea di massima, sì. Poi, magari per certe scene potrebbe essere utile fare delle riprese più accurate e prediligere la posa “studiata” a quella spontanea. Ho anche il cavalletto in macchina. A proposito, voi avete un software per fare dell’editing?
– Per montare le scene, sì?
– Bene, se ne potrebbe cavare qualcosa di carino da cui tagliare fuori delle scene particolarmente hot da mettere sul sito. Avete le mascherine a casa?
– Beh, ci possiamo arrangiare in qualche modo…
– Lo spirito mi pare quello giusto…
– Cosa ne pensi, amore? – chiese Carlo rivolto a Diana che era rimasta ad ascoltare con attenzione.
– Mi sembra che i presupposti ci siano…si tratta di mettere in pratica questa cosa… Tu lo sai che il gioco lo conduciamo noi, comunque… – disse con espressione seria fissando Alberto negli occhi.
Alberto sorrise ed annuendo disse – Certo. –

In ascensore Carlo e Diana cominciarono a scambiarsi qualche bacio.
Poi, varcata la soglia e tolti i giubbotti e giacconi, si accomodarono tutti e tre in salotto.
– Iniziamo qui? – chiese Alberto estraendo la videocamera dallo zaino.
– Direi di sì. Ci mettiamo qui sul divano intanto… – disse Carlo. Diana si sedette.
– Avrei bisogno di una presa. La prolunga, l’ho portata io – disse Alberto.
– È lì! – indicò Carlo.
– Perfetto…ecco…partita. Sta registrando…quando volete…scatenate…
– …gli ormoni! – concluse Carlo e baciò Diana.
Alberto partì da un campo medio che includeva tutto il divano e, piano piano, andò a zoomare sui volti e sulle bocce e sulle lingue che si cercavano.
Poi si allontanò di nuovo un po’ per inquadrare le mani di Carlo che scoprivano le gambe di Diana mentre le alzava la gonna.
Lasciò che si strusciassero ancora per qualche minuto. Poi mise in pausa.
– Ok, fin qui tutto bene…ora, dovreste passare alla parte hard…magari vi spogliate a vicenda e poi passate a qualche, ehm…gioco orale…insomma, dovreste darci dentro sul serio, a questo punto…
– Cazzo! Hai le orecchie rosse! – rise Carlo.
– Beh, non sono mica di legno! – ribatté Alberto.
– È vero! Sono rossissime! Allora siamo bravi… – intervenne Diana, decisamente molto più a suo agio.
– Ehm… – disse Alberto schiarendosi la voce – vogliamo riprendere dove avevamo interrotto? –
Carlo e Diana non risposero e si baciarono. Poi lui si alzò dal divano mettendosi dav
anti a Diana che era rimasta seduta.
Alberto si spostò per riprendere il cambio scena.
Diana slacciò la cintura e poi il bottone dei jeans. Poggiò la mano per sentire la consistenza di ciò che si trovava al loro interno e sorrise.
– …bravissima! Fai vedere quanto ti piace… – mormorò Alberto mentre riprendeva.
Diana sorrise senza distogliere lo sguardo dal suo uomo. Abbassò la zip, allargò la patta, calò i pantaloni e i boxer e fece apparire l’erezione di Carlo. Alberto si avvicinò per fare un primissimo piano a quel bel cazzo.
– …bella nerchia! – commentò a bassa voce. Diana l’ebbe sentito e sorrise senza distogliere lo sguardo. Lo prese in mano e lo strinse. Alberto direzionò la videocamera verso la faccia di Carlo che aveva piegato il capo all’indietro con gli occhi chiusi.
Tornò ad inquadrare il cazzo di Carlo. Diana gli avvicinò la bocca e diede una fugace occhiata nella videocamera
– …ottimo! Molto arrapante… – commentò Alberto.
E poi partì un magnifico pompino.

– …cazzo…che voglia…porcaputtana… – mormorò Alberto e si avvicinò.
– me lo fai assaggiare? – chiese a Diana.
Lei si staccò un attimo, tenne fermo il cazzo con presa decisa nel suo pugno e disse – Forse dopo… – e riprese il pompino.
Alberto, con in una mano la videocamera, con l’altra si stava massaggiando il cazzo turgido attraverso i pantaloni.
– Pensa a riprendere! – lo redarguì Carlo.
– …minchia che fatica!
– Eh, caro mio! – rise Carlo.
– Prendo il cavalletto…
– Perché? – volle sapere Diana.
– Perché, mi sa, che gli trema un po’ la mano… – scherzò Carlo.
– Troppi caffè? – rinforzò Diana con un sorriso malizioso.
– Chiamiamoli “caffè”! – rise Alberto mentre fissava la videocamera al treppiedi.
– Ok! Riprendete pure da dove vi eravate fermati…
Diana non se lo fece ripetere e accolse il cazzo del marito in bocca.
Alberto giocava con lo zoom per riprendere con dovizia la magnifica fellatio a cui stava assistendo.
– Dai, spogliamoci… – mormorò Carlo.
Alberto zoomò indietro e riprese le due figure intere mentre si denudavano. Non resistette e si spogliò a sua volta.
– Guarda! C’è un uomo nudo che ci filma… – bisbigliò per scherzare Diana.
– Meno male! – ribatté con un sorriso Carlo e fece distendere la moglie sul divano.
– Mi sa che devo avvicinarmi un po’… – commentò Alberto e spostò il treppiedi dalla parte della testa di Diana in modo da riprenderne la fica su cui si fiondò avido Carlo.

Dopo qualche minuto, inaspettatamente, Diana allungò una mano verso il cazzo di Alberto e prese a menarglielo.
Carlo assisteva interessato a questo colpo di scena ma senza smettere di leccare Diana.
– Dai, vieni al posto mio… – acconsentì Carlo.
Alberto non se lo fece ripetere e diede il cambio al marito che spostò il treppiedi in maniera da far entrare tutti e tre nel campo di ripresa.
Ora Alberto stava leccando Diana, mentre lei aveva ripreso in bocca il cazzo di Carlo.
– Voglio scoparti da dietro… – disse dopo un po’ Carlo.
Alberto si staccò dalla fica di Diana e mise in pausa, staccò la videocamera dal treppiedi e andò a posizionarsi sotto alla fica di Diana.
– Ok, Carlo…l’ho inquadrata…appoggialo ed entra…
Carlo eseguì.
– Ok, adesso scopatela
– Ma c’è abbastanza luce? – volle sapere Carlo.
– Quando sei dentro tutto, no… – comunicò da sotto Alberto.
– come cazzo possiamo fare… – mormorò Carlo.
– Avvicinatevi alla finestra, sfruttiamo la luce che arriva da lì…

Detto fatto.
– Prova un po’ a scopartela… – disse Alberto.
Carlo diede quattro colpi in rapida sequenza facendo squittire Diana.
– No, viene troppo mossa e di luce ce n’è poca. Scopatela più piano, così l’immagine rimane più nitida… – suggerì Alberto.
Carlo eseguì.
– Perfetto… ancora un po’ e poi te la puoi scopare come si deve… – mormorò Alberto da sotto.
Finite le riprese alla fica, chiese a Carlo di interrompere un attimo e si posizionò davanti a Diana.
– Ok, ora te la puoi scopare come si deve, dopo faccio un bel montaggio… – disse Alberto.
– Il montaggio del montaggio – scherzò Diana ma non fece in tempo a ridere molto perché il marito la stava sbattendo in maniera energica facendola godere con gli occhi girati all’indietro.
La ripresa della donna che godeva nell’essere scopata erano perfette!
Alberto si spostò per riprendere dall’alto l’inquadratura del cazzo di Carlo che spariva tra le chiappe del bel culo di Diana. Per ottenere un risultato migliore, salì su una sedia.
La carne di Diana sussultava e vibrava sotto i colpi del bacino del toro che la stava possedendo.
– Avvisami, prima di venire..! – disse Alberto.
– …ok… – rispose Carlo col fiato corto.
– Io sto per venire… – intervenne Diana.
Alberto saltò giù dalla sedia e si mise davanti alla donna facendole un primo piano al viso.
– …dai urla, fammi sentire quanto godi… – mormorò Alberto per incitarla a dar il meglio alla videocamera.
Diana esplose con degli urli e degli ansimi dimenando la testa convulsamente a destra, a sinistra, in avanti e all’indietro mentre Carlo la pompava sempre più per darle il massimo di godimento col suo cazzo.

e, fece ciondolare la testa in attesa che Carlo raggiungesse il suo di orgasmo. Poi, giunta all’apice, Diana, pur mantenendo la posizion
– Oh, sì… – disse all’improvviso quest’ultimo.
Nuovamente Alberto si spostò per inquadrare l’uomo che aveva estratto il cazzo
dalla fica della moglie e si stava masturbando rapidamente pronto o a schizzarle sperma sul culo e sulla schiena.

Alberto scelse un’inquadratura che prendesse sia il cazzo che la parte finale della schiena, incluso il culo, di Diana che stava incitando il proprio uomo con versi, mugolii e turpiloquio – …da, maiale, sborrami addosso, inonda la tua troia, godi, bastardo, schizzami tutta, schizzami sul culo, dai vieni, porco..!
E infatti, non mancò molto che Carlo esplose con un urlo grattato. Due schizzi, particolarmente energici, raggiunsero i capelli di Diana, il resto finì nell’incavo della colonna vertebrale della donna. Carlo spalmò la sborra per tutta la schiena e intanto riprendeva fiato. Dalla fronte sudava copiosamente.
– Amore… – diss
e tra un respiro e l’altro – …amore…ti ho sborrato sui capelli…
Diana voltò la testa per guardarlo e sorrise.
Alberto li interruppe – Scusate, se rompo l’idillio…ma avrei bisogno di una ripresa in primo piano sul volto tuo – disse rivolto a Carlo.
– Eh? – chiese questi.
– Ho fatto un’ottima ripresa della sborrata però vorrei anche l’espressione mentre vieni…
– Eh, ma ormai sono venuto… – osservò Carlo.
– Sì, dovresti fare finta…poi, nel montaggio, sembrerà vero…
Carlo rise debolmente e
disse – …sei una puttana!
– Lo faccio per l’arte! – sorrise Alberto.
– Ok, però dammi un attimo che prendo fiato…
– Tranquillo. Quando sei pronto…tanto è questione di dieci secondi
– Dai, ci sono… cosa devo fare? – chiese poi Carlo.

– Devi fare i versi che fai quando vieni. Sarai inquadrato dal petto in su, quindi puoi fare smorfie, muovere la testa, dire frasi del tipo “oh, sì, vengo…”, et cetera…
– Mi viene da ridere…
– Eh, lo so… Ma, del resto, ho preferito riprendere la bella sborrata…
– Scusate..! – intervenne Diana ancora messa a pecora con lo sperma che si stava raffreddando e rapprendendo.
– Dimmi amore… – disse Carlo.
– Qualcuno di voi stalloni può andare a prendere un asciugamano in bagno? Ho paura di macchiare il tappeto di mia madre..!

L’amico Voyeur
By
iomidistinguo


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