A colloquio con il preside

A colloquio con il preside

A colloquio con il preside – La professoressa Troia

Avevo un appuntamento presso il nuovo Istituto dove, grazie alla mia preparazione e all’attesa nelle maledettissime liste di graduatoria, mi avevano finalmente destinato ad insegnare.

Mi presento puntuale come un orologio svizzero, vestita elegante e non volgare, con un camicetta di raso nera, sbottonata quanto basta per non cadere nel volgare, gonna lunga al ginocchio con spacco posteriore di una decina di cm.

Mi accoglie il Preside dell’Istituto e dopo pochissimo convenevoli di rito, credo di quello si trattasse, si applicò a leggere il mio programma didattico che avrei voluto adottare una volta iniziata la scuola.
Dopo averlo letto tutto, in silenzio, lo vidi tornare indietro su un punto del programma stesso, e mi chiede delucidazioni.

Credendo di fare una cosa giusta, mi alzo e mi porto al suo fianco. Da premettere che il Preside era seduto alla sua scrivania e quindi io mi portai sulla sua sinistra. L’uomo non avrà avuto più di una cinquantina d’anni ed era molto curato, ben vestito e molto profumato. Inoltre aveva un fisico asciutto.

Arrivata nei pressi della sua poltrona, mi avvicinai a lui chinandomi sulla scrivania, nell’intento di raggiungere le righe del programma didattico per meglio poter spiegare. Nel fare questo innocuo gesto, mi ritrovai praticamente con la camicetta che si aprì di poco, tanto da far intravedere il mio formoso seno, porto una bella quarta soda, al Preside, il quale, senza scrupolo, fece correre subito lo sguardo!

Avevo capito di aver fatto una cazzata e subito cercai di ritornare al mio posto, ma non ne fui capace. Il Preside mi bloccò per un braccio, senza stringere e senza strattonare, e mi disse: “Complimenti! Hai un seno stupendo ed un profumo di donna molto eccitante!” – tutto d’un fiato.

Rimasi come paralizzata, in trans, non sapevo cosa fare, ero attratta ed allo stesso tempo terrorizzata per quanto sarebbe potuto accadere… e non sapevo come uscire da quella situazione.

Mentre ero intenta a pensare queste cose, il preside aveva preso il sopravvento per sbottonarmi la camicetta e lasciarmi con il solo reggiseno di raso e pizzo nero!

Si, avete capito, mi aveva sbottonato e tolto la camicetta senza che io me ne rendessi conto! E adesso il preside era intento ad ammirare, comodamente seduto sulla sua sedia il mio seno!!!

Ad un tratto mi avvicinò a lui, tirandomi per un lembo della gonna e si portò la testa tra le mie tette, passandoci la lingua e leccando quanto il mio reggiseno lasciasse al vento! Poi fece un altro passo. Con molto abiltà, sganciò il reggiseno e lo tolse, liberando le mie tette al vento!

Ero in trans! Succhiava i miei capezzoli e li leccava come nessuno aveva mai fatto prima… avevo la figa un lago… era eccitata da paura, ma allo stesso tempo ero impaurita ed immobile a subire quel dolce attacco del preside!

Ad un certo punto, ritorno in me stessa, mi allontano di un passo dalla poltrona del preside, lo guardo, mi passo la lingua tra le labbra, mi inginocchio e comincio a sbottonargli i pantaloni, poi la lampo, poi li afferro dalla parte posteriore e gli li calo a terra, fino all’altezza delle scarpe! Trascino via, in questo moviemnto anche gli slip!
Tra le sue gambe svettava un cazzo di dimensioni notevoli, largo e con una cappella rossa ed umida!

Preside, mi complimento! Ha proprio un bel cazzo, degno della poltrona che occupa!” – dissi guardandolo negli occhi.

Lui mi rispose: “Vediamo se lei è brava con questo strumento, così come è stata brava a redigere il programma di studio”. Mi aveva lanciato una sfida… ma io, conoscendo la mia bravura da grande pompinara, ero sicura di vincere la sfida!

Mi misi all’opera, cominciando a leccare quel poderoso cazzo, dalla base alla punta, per diverse volte, leccando e baciando anche i grossi testicoli, per poi risalire fino alla punta ed ingoiarlo tutto, fino alla base!

Sentivo il preside mugugnare di goduria, mi aveva messo le mani in testa nel tentativo di dettare i movimenti sul suo cazzo, ma io lo procedevo con la mia bocca, la mia gola e la mia lingua, riservandogli un pompino da prima della classe (tanto per rimanere in tema :-) ) !)

Andavo su e giù su quel cazzo con la mia bocca e nel frattempo la mia mano destra aveva raggiunto la mia figa trovandola un vero lago di umori… e cominciai a sgrillettarmela…

Quando sentì il preside pronto all’esplosione, iniziai a pompare con la bocca sempre più forte, ma lui, capendo le mie intenzioni me lo tolse dalla bocca e disse: “Non può finire così in fretta!!! Voglio scoparti e riempirti la figa del mio sperma!”

Non finì la frase che mi ritrovai a 9
0gradi piegata sulla sua scrivania, con le tette schiacciate su quello che restava del mio programma di studio, il culo all’aria e con le mani mi tenevo al bordo opposto della scrivania.
All’improvviso sentì una spada penetrarmi la figa, aveva infilato il suo cazzo dentro di me, riempendomi tutta la figa, in un solo colpo. Ero talmente bagnata che non ebbe nessuna esitazione, mi penetrò per tutta la lunghezza del suo cazzo. Si fermò per un attimo, lo ritrasse quasi completamente e poi con una lentezza atroce lo fece rientrate tutto dentro, finquando non sentì le sue palle sbattere sulla mia figa!

Poi cominciò il valzer, sbattendomi come una cagna in calore, assestandomi colpi forti e colpi dolci, alternando scopate lente a quelle veloci. Tutto questo mi provocò ben quattro orgasmi, completi di urla e gemiti indescrivibili. Sembrava un toro da monta, e pensare che era quasi pronto a sborrarmi in bocca prima!

Quando sentì che era prossimo all’orgasmo, lo incitai a sbattermi ancora più forte, e così fece, cominciò a sbattermi ancor apiù forte di prima dando dei colpi forti e decisi, e quando fù pronto a sborrarmi dentro, sfilò il suo cazzo dalla mia figa, mi prese di colpo e mi fece inginocchiare per terra, infilandomi il cazzo il gola!

Capì le sue intenzioni, volevo accontentarlo, ripresi il mio pompino da gran maestra e dopo due colpi, mi scaricò in gola una quantità tale di sperma che feci fatica ad ingoiarla tutta, un pò mi cadde sulle tette!!!

Lui cadde all’indietro sulla sedia, stremato e mi fissava… io con il dito medio, raccolsi ciò che cadde del suo sperma sulle mie tette e lo portai in bocca, ciucciandomi il dito medio, così come avevo fatto un attimo prima con il suo cazzo, guardadolo negli occhi.
Mi disse una sola cosa, al termine della nostra fantastica scopata: “Lei in questa scuola non insegnerà mai. Da domani sarà la mia nuova segretaria personale!!!”

Restai senza parole! E sapevo che mi sarebbero aspettate moltissime scopate con quello stallone da monta!!!!


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